Le «prove» e le monete colorate
Due cose diverse che il mercato mette nello stesso cassetto: le «prove», che non esistono e non sono mai esistite, e le monete colorate, che invece a volte le fa la zecca e a volte un privato. La prima si smonta con una regola, la seconda solo con il catalogo.
Livello: Documentato
Questa guida elenca i segni dei falsi documentati di questa emissione, con la fonte e la data di ogni segnalazione. Non è una perizia e non lo diventa: molti falsi non sono documentati, e i controlli decisivi - il peso, il bordo, la calamita - si fanno con la moneta in mano. Se un segno non c'è, vuol dire che quel segno non c'è, non che il pezzo sia in regola.
Perché questa moneta viene falsificata
Sono i due casi in cui non c'è un falsario che imita una zecca: c'è un mercato che vende oggetti veri sotto un nome che non gli appartiene, o che confonde un prodotto ufficiale con una lavorazione fatta in un garage. Il compratore che paga di più non sta guardando un pezzo di metallo sbagliato — sta leggendo una scheda di prodotto scritta bene.
Quale dei due rischi corri
Da collezione, e per equivoco più che per frode. Il livello è documentato senza che esista un pezzo falso: le due pratiche sono descritte dalla stampa numismatica, e su una delle due la regola che le smonta è pubblica e assoluta.
I segni dei falsi documentati
Per questa emissione non ci sono ancora segni descritti da una fonte pubblica. Vale la guida generale: il bordo, la calamita, il rilievo, il contrasto fra i due metalli.
I controlli specifici di questa moneta
Le «prove»: nessuno Stato dell'area euro ne ha mai emesse. Non una, in nessun paese, in nessun anno. Quindi ogni «essai», «prova», «probe» o «pattern» in vendita è un pezzo privato, e il controllo è finito prima di guardare la moneta — le misure lo confermano, come quella di Monaco descritta dalla stampa: 7,1 grammi contro 8,50 e 27 millimetri contro 25,75.
Le monete colorate sono un'altra storia, e qui la regola secca non c'è. Alcune zecche di Stato colorano ufficialmente: la Monnaie de Paris lo fa da anni sulle versioni BU e proof — il Bleuet de France del 2018, colorato dalla zecca, ha una tiratura di 10.000 pezzi — e nel nostro catalogo ci sono 23 varianti colorate o dorate ufficiali fra Francia, Lussemburgo, Paesi Bassi e Portogallo. Ma esistono anche le colorazioni applicate da terzi dopo l'emissione, che valore di catalogo non hanno. La differenza non si vede dal colore: si vede dalla tiratura dichiarata dalla zecca e dalla confezione ufficiale. Se quella versione colorata non è in catalogo, non l'ha fatta la zecca.
I sette controlli che valgono per tutte le 2 euro - bordo, calamita, rilievi, contrasto, distributori, allineamento del bordo, finezza della faccia comune - stanno nella guida generale, uno per uno.
La confezione originale
La confezione è tutto il problema, sui pezzi di terzi: arrivano in astucci, capsule e cartoncini che imitano il linguaggio delle zecche — certificati, numerazioni, diciture come colorisée type II che sembrano un numero di catalogo. A ingannare non è la moneta, è la scheda del prodotto: il rivenditore le mette nella stessa categoria delle emissioni ufficiali, e lì il compratore non si aspetta un oggetto di un'altra specie. Sui pezzi ufficiali vale il contrario: la confezione della zecca è la prova, e senza quella il pezzo perde gran parte del valore.
Il prezzo che deve insospettire
Per una «prova» il prezzo giusto non esiste, perché non è una moneta. Per una colorata dipende da chi l'ha colorata: quelle ufficiali hanno una tiratura e una quotazione, e le trovi nella scheda della loro emissione; quelle di terzi valgono due euro più il costo della lavorazione, se la si vuole per quello che è. Il controllo definitivo non costa niente: se quella versione non è in catalogo, non è un'emissione.
Le emissioni coperte da questa guida
Sono monete diverse con lo stesso controllo: quello che c'è scritto qui vale per tutte.
Guida aggiornata il 03/09/2026. Le date accanto a ogni segno sono quelle della segnalazione, non di questo aggiornamento.
Numira non perizia le monete. Le fonti di questa pagina, con la licenza di ognuna, stanno in Le fonti.